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Mostre Personali
La Luce nell'anima
I colori della Luce nei gesti, nei luoghi e nei riti della settimana Santa ad Augusta. La mostra personale di Corrado Di Mauro dal Titolo “La Luce nell’anima” allestita all’interno della chiesa delle Anime Sante ad Augusta durante la settimana Santa ci presenta rettangoli d’impatto visivo che rilevano, il “mondo della fede” durante il giovedì e il venerdì Santo nella cittadina Augustana. Immagini particolari in cui si incontrano armonicamente, grazie alla perizia dell’autore, procedimenti e tecniche diverse. Affascinanti scorci di chiese visitate da file continue di fedeli, riprodotti da caleidoscopiche variazioni di luce che sprigionano calde tonalità: tutto finisce per acquistare una diversa sembianza che rimanda all’essenza della sacralità frutto di una sinergia con la “Luce nell’anima”.
In queste foto, le percezioni visive, fatte di colori, sono infinite e sempre diverse, proprio perché l’autore sente come particolare ed inimitabile la luce e le atmosfere delle Chiese. Le immagini vogliono essere non tanto la descrizione di momenti e luoghi, quanto la reazione emotiva dinanzi alle suggestive percezioni che gli provengono dalle figurazioni religiose.
Nelle immagini mosse, non tangibili, l’elemento fondamentale è la mancanza di contorni che esprime il senso della nostra natura effimera e transitoria in rapporto a ciò che dà significato alla relatività del nostro essere espresso anche da una “luce” in continua dialettica con le ombre rappresentate e che esprime al meglio il rapporto emozionale tra l’uomo e il divino. Questo è un tema non comune tra i fotografi contemporanei: ma da ciò che gli occhi del fotografo colgono in questa atmosfera sacra, ricaviamo certezze religiose e di fede. Nelle immagini il Cristo è ritratto come qualcosa di non staccato da noi, ma che “vive” in tutta la sua “Luce di bene” e che noi “viviamo” come sublimazione e significato del nostro essere. Il Cristo ci appare con luci diverse e con riflessi vibranti in un’aura di spiritualità contigua a quella con cui il fedele si accosta al Divino. Non c’è come si potrebbe pensare, predominio dell’abilità tecnica sulla fantasia: come un musicista può comporre un numero indefinito di variazioni su un tema, così il fotografo varia senza alcun cedimento qualitativo e di significato un argomento ben noto a tutti: proprio l’importanza del simulacro del Cristo e la chiesa oggetto di visitazioni quotidiane, riprodotti in innumerevoli immagini, da al Di Mauro l’occasione di superare la formalità della semplice cartolina e lasciare che ciascuno guardi le immagini secondo la propria sensibilità (sentimento religioso), così che da semplici spettatori si diventi compartecipi nella creazione iconografica carica pathos.
Lo spettatore è così attratto dal messaggio promanato dell’artistica figurazione e non può non compenetrarsi nel fotografato e nell’animo dell’autore, in ciò che egli ha artisticamente ed anche spiritualmente captato quando ha immortalato quell’istante di verità fuggente.
Verità fuggente che è aspetto di primaria importanza nell’arte fotografica del Di Mauro, la si rinviene e la si riconosce per il suo linguaggio universale e per questo onnicomprensivo poiché rivolto sempre a scuotere corde del cuore e del più profondo sentimento dell’essere. Egli pertanto sa cogliere la “Luce Divina” artisticamente fissata nella foto che la esprime in tutta la sua forza spirituale. In tal modo l’osservatore può percepire l’alito Divino e sentirsi anch’egli parte integrante e non ospite della rappresentazione fotografica ed apprezzare comunque l’Opera che tanto lo avvicina al divino Trascendente. Di Mauro non pare per niente impregnato dai “prodigi” tecnologici dell’industria fotografica e anzi si esprime attraverso un linguaggio che sembra voler riproporre e sottolineare l’importanza del lavoro artigianale nella fotografia.

